Elettrodomestici. La durabilità conta più del prezzo

Durabilità, riparabilità ed efficienza diventano criteri sempre più centrali nelle scelte d’acquisto. È quanto emerge dalla ricerca Ipsos Doxa realizzata per Miele.

Quanto deve durare un elettrodomestico per essere considerato un buon investimento? E quanto conta la sua longevità rispetto al prezzo d’acquisto? Sono alcune delle domande alle quali risponde la ricerca realizzata da Ipsos Doxa per Miele (la ricerca è stata condotta dal 21 al 24 luglio 2026, ha coinvolto un campione di 1.000 italiani tra i 18 e i 64 anni) che evidenzia una crescente attenzione degli italiani verso la durata dei prodotti, la loro riparabilità e l’efficienza nel tempo.

Il dato più significativo e nello stesso tempo sorprendente riguarda proprio la durabilità: per il 97% degli intervistati è un aspetto importante nella scelta di un elettrodomestico e per il 58% rappresenta il primo criterio d’acquisto. Una percentuale che sale al 64% tra i giovani tra i 18 e i 34 anni, indicando come l'attenzione alla longevità non sia necessariamente legata alle generazioni più mature. Il frigorifero (81%) e la lavatrice (72%) sono gli apparecchi per i quali gli italiani ritengono maggiormente importante una lunga durata.

Per la metà degli italiani (50%), inoltre, una durata considerata adeguata supera gli 11 anni; per uno su cinque dovrebbe andare oltre i 15 anni. La longevità viene quindi interpretata in rapporto

Ma non  solo! Gli italiani sono anche disposti a spendere di più a fronte di una garanzia di maggiore durata, quindi  il prezzo non è la prima variabile di scelta.

Il 97% degli intervistati dichiara di essere disposto a spendere di più per un elettrodomestico capace di durare più a lungo. In particolare, se la durata fosse doppia rispetto alla media, il 14% sarebbe disposto a spendere tra il 21 e il 30% in più per frigorifero e lavatrice, mentre per il frigorifero un ulteriore 9% accetterebbe un incremento superiore al 30%.

Per la metà degli italiani (50%), inoltre, una durata considerata adeguata supera gli 11 anni; per uno su cinque dovrebbe andare oltre i 15 anni. La longevità viene quindi interpretata in rapporto all'utilizzo quotidiano e all'importanza che l'apparecchio riveste nella vita domestica.

Tecnologia sì, ma se porta un beneficio concreto

Anche il concetto di innovazione sembra cambiare. Secondo la ricerca, una tecnologia viene considerata realmente utile soprattutto quando permette di ridurre i consumi energetici (59%), di aumentare la durata del prodotto (40%) o di diminuire la necessità di manutenzione (26%). La semplice introduzione di nuove funzionalità si colloca invece all'ultimo posto, con il 18%.

Lo stesso approccio emerge sul fronte della sostenibilità. Per l'84% degli italiani, infatti, l'elettrodomestico più sostenibile è quello che non deve essere sostituito frequentemente. Il 67% associa la sostenibilità alla possibilità di prolungare la vita utile del prodotto, mentre il 54% la collega all'efficienza energetica. La riparabilità è considerata importante dal 93% degli intervistati, e molto importante dal 54%.

E qui si introduce un ulteriore tema cruciale per l’industria dell’elettrodomestico oggi: l’assistenza postvendita

La dimensione affettiva

La ricerca Ipsos Doxa mette in luce infine una dimensione meno legata alla funzione del prodotto: quella emotiva. Per oltre otto italiani su dieci gli oggetti che resistono nel tempo entrano nella storia della famiglia, accompagnando abitudini e ricordi. Il 71% degli intervistati dichiara di avere presente almeno un elettrodomestico particolarmente durevole che ha accompagnato la propria vita; tra questi, frigoriferi (35%) e lavatrici (34%) sono i più citati. La longevità assume così un significato che va oltre la prestazione tecnica: diventa un indicatore di valore economico, d'uso e, in alcuni casi, anche affettivo