Lo sguardo del fotografo Massimo Gardone racconta da anni le creazioni di Abimis attraverso immagini che vanno oltre la semplice rappresentazione del prodotto. Le fotografie realizzate da Gardone per i cataloghi del brand sono concepiti come racconti visivi di progetti, atmosfere e modi di vivere la cucina e nascono da una ricerca sulla materia, sulle forme e sulle possibilità espressive delle materie quotidiane. Ora Abimis e Gardone presentano una serie di scatti in cui il fotografo torna alla essenzialità dello still life, reinterpretando i cibi della nostra tradizione gastronomica.
“Ho voluto liberare il cibo dagli strati che lo trasformano in ricetta o tradizione culinaria. Prima di essere pietanza, ortaggi ed erbe raccontano la perfezione della natura; la pasta diventa invece generatrice di forme inattese”, racconta Massimo Gardone. “Il progetto fotografico dedicato ad Abimis nasce da un processo di sottrazione: eliminare il superfluo per lasciare emergere ciò che resta. Nella semplicità del bianco e nero, gli alimenti rivelano una nuova pienezza visiva: forme, materia e consistenze emergono in tutta la loro essenza”.
Pasta, ortaggi ed erbe aromatiche perdono così il loro significato più immediato per rivelare una nuova identità visiva. Le forme della pasta diventano piccole architetture, i rametti di rosmarino evocano alberi mossi dal vento, le foglie e gli elementi vegetali si trasformano in composizioni organiche fatte di ritmo e movimento. Osservati dall’alto, questi frammenti compongono paesaggi sospesi, microcosmi in equilibrio tra ordine e naturalezza.
Più che raccontare la cucina come oggetto, questi scatti esplorano il rapporto tra materia, natura e l'atto del cucinare. La cucina diventa così il luogo dove la creatività incontra la quotidianità e dove anche gli ingredienti più semplici possono rivelare una dimensione e un valore inatteso. In questa visione si inserisce il lavoro di Abimis. Le sue cucine in acciaio, che trasferiscono negli ambienti domestici l'esperienza e i principi della ristorazione professionale, sono pensate per dare valore alla cultura del cucinare in cui la materia è protagonista, dalla preparazione alla trasformazione.



