Spacelab, una capsula contro il tempo

Ad Alcova 2026, Spacelab ha presentato l’unica cucina in mostra negli spazi dell’ex Ospedale di Baggio: un’architettura compatta che sfida l’obsolescenza e ripensa il ciclo di vita degli oggetti

Durante la Milano Design Week 2026, all’interno del percorso di Alcova, la piattaforma indipendente più sperimentale nel mondo del design fondata da Valentina Ciuffi, di Studio Vedèt, e Joseph Grima, di Space Caviar, negli ambienti sospesi dell’ex ospedale di Baggio, la “| nulla | Capsule of Resistance” dello studio Spacelab di Fermo si è distinto come unica presenza dedicata alla cucina. Non un semplice sistema funzionale, ma un manifesto progettuale che mette in discussione il tempo, l’uso e la durata degli oggetti domestici.

Luca Silenzi e Zoè Chantall Monterubbiano, titolari dello studio Spacelab

"Non volevamo rompere, ma costruire qualcosa che potesse restare" raccontano Luca Silenzi e Zoè Chantall Monterubbiano, titolari dello studio marchigiano. La capsule, realizzata a tiratura limitata e numerata da SimarLabs, è composta da tre elementi (tavolo, microcucina e modulo vino) concepiti come architetture autonome, finite su ogni lato per abitare liberamente lo spazio. Realizzate in rovere francese da foreste certificate e marmo di Carrara recuperato, incarnano un’idea precisa: ridurre i cicli di sostituzione e riportare la durabilità al centro del progetto. "La cucina è la massima funzionalità nel minimo spazio: deve poter entrare ovunque, anche in contesti storici, senza interventi invasivi". Da chiusa, la capsule si presenta come un monolite silenzioso; aperta, rivela una struttura completa, essenziale, dove ogni elemento appare solo quando serve. "Far sparire le cose e farle riapparire nel momento dell’uso è parte della nostra idea di progetto".

Il tavolo è costituito da cinque elementi in rovere massello che si assemblano dando vita a un piano sorprendentemente sottile, sostenuto da quattro montanti strutturali la cui geometria genera un effetto ottico mutevole - Photo courtesy Spacelab

Il riferimento è lontano dalle logiche dell’usa-e-getta: "Non è nostalgia, ma una strategia per il futuro. Internalizziamo tempo, manutenzione e riparabilità". Ogni pezzo, prodotto in edizione limitata, è pensato per attraversare decenni, cambiando funzione senza perdere identità. In un contesto votato alla sperimentazione, Spacelab propone così una riflessione radicale: "Non possiamo fermare l’entropia, ma possiamo contenerla. Costruire meno, meglio, e farlo durare".

I progetti e le attività di ricerca dello studio Spacelab sono stati esposti, premiati e pubblicati a livello internazionale su riviste e piattaforme di riferimento come Domus, Abitare, Clog e Studio. Su invito del direttore Rem Koolhaas, Spacelab ha partecipato alla sezione Monditalia della XIV Biennale di Architettura di Venezia con il progetto curatoriale State of Exception. Nel 2021 Spacelab ha esposto al Padiglione Italia della XVII Biennale di Architettura di Venezia con Spacelab Zero, un rifugio sperimentale energeticamente autosufficiente, progettato per essere smontato e riutilizzato. Il progetto è stato selezionato tra i finalisti del Compasso d'Oro 2024.