Deloitte: arredo in ripresa, anche la cucina

Deloitte Furniture Market Monitor 2026: il mercato italiano dell’arredo torna positivo nel 2025 (+1%) e sfiora i 15,6 miliardi di euro. La cucina vale il 9,1% del comparto tradizionale

Il mercato italiano dell’arredo torna a crescere dopo la frenata del 2024. Secondo il Deloitte Furniture Market Monitor 2026, nel 2025 il settore registra un incremento dell’1%, raggiungendo un valore complessivo di 15,6 miliardi di euro. Un segnale di consolidamento che potrebbe proseguire anche nei prossimi anni: le stime indicano un mercato a 15,7 miliardi nel 2026 e vicino ai 15,9 miliardi nel 2027, superando così i livelli pre-pandemia. Il report, presentato a New York in occasione del primo Design Summit organizzato da Italy-America Chamber of Commerce (IACC) e Deloitte, evidenzia come il Made in Italy continui a mantenere una posizione competitiva nei mercati internazionali, grazie a qualità progettuale, personalizzazione e heritage del design, confermando una buona capacità di adattamento, sostenuto soprattutto dalla forza dell’export e da una crescente polarizzazione verso le fasce premium del mercato.

La cucina ha un ruolo strategico

All’interno del mercato nazionale, il comparto dell’arredo tradizionale continua a rappresentare la quota più rilevante, con circa 12,1 miliardi di euro e un’incidenza del 77,8% sul totale. È in questo segmento che si inserisce anche la cucina, che rappresenta il 9,1% del valore complessivo del comparto tradizionale. Una quota significativa che riflette il ruolo sempre più strategico dell’ambiente cucina nell’evoluzione della casa contemporanea, tra centralità funzionale, ricerca estetica e integrazione tecnologica. A trainare il cambiamento sono soprattutto le nuove abitudini di consumo. La sostenibilità si consolida come driver d’acquisto: cresce infatti l’attenzione verso soluzioni eco-friendly, materiali riciclabili e modelli produttivi orientati all’economia circolare. Parallelamente, avanza la digitalizzazione dei canali distributivi.

Percorsi di acquisto in evoluzione

In Italia, l’e-commerce dell’arredo è cresciuto a doppia cifra dal 2019 e oggi vale il 14% delle vendite complessive. Sebbene i negozi fisici rappresentino ancora l’86% del mercato, il loro peso tende gradualmente a ridursi, lasciando spazio a modelli ibridi in cui il digitale diventa leva di relazione, personalizzazione e vendita. Per il mondo cucina, questa trasformazione significa una maggiore integrazione tra esperienza fisica e virtuale: configuratori online, realtà aumentata e servizi di progettazione digitale stanno cambiando il percorso d’acquisto, rendendolo sempre più immersivo e orientato alla personalizzazione. Sul fronte dell’offerta, Deloitte individua tre direttrici strategiche destinate a ridefinire il settore: economia circolare, digitalizzazione del prodotto e convergenza con il lusso. Tecnologie come IoT, realtà aumentata e virtuale stanno contribuendo a rendere l’arredo più connesso, mentre le collaborazioni con maison internazionali rafforzano il posizionamento premium dei brand italiani.

Il ruolo determinante dell’export

Tra il 2019 e il 2024 le esportazioni italiane di arredo sono cresciute in media del 3,6% annuo, con Francia, Stati Uniti, Germania e Regno Unito che assorbono circa metà delle vendite estere. Accanto ai mercati consolidati emergono nuove aree di sviluppo come Emirati Arabi Uniti e Polonia, confermando la necessità per le imprese di diversificare geografie e canali. Le prospettive globali restano positive: il mercato mondiale dell’arredo, che nel 2025 ha raggiunto circa 800 miliardi di euro (+1,7%), potrebbe superare quota 870 miliardi entro il 2029. Gli operatori prevedono per il 2026 una lieve contrazione dei segmenti residenziali, con il Contract (B2B) che resta l’unico motore di crescita strutturale e prospetta una ripresa negli anni successivi. Una crescita che, per le aziende italiane, passerà sempre più dalla capacità di innovare processi, presidiare i mercati internazionali e interpretare le nuove esigenze dell’abitare.