Marmomac, la pietra guarda al futuro

Alla 60ª edizione, Marmomac rafforza il dialogo tra industria, architettura e design: a Verona la filiera lapidea si confronta con sostenibilità, progetto urbano e nuove visioni del costruire

Dal 22 al 25 settembre 2026, Marmomac torna a Veronafiere per celebrare un traguardo importante: sessant’anni di storia che hanno accompagnato l’evoluzione della pietra naturale da materiale produttivo a linguaggio del progetto contemporaneo. Più che una semplice ricorrenza, la 60ª edizione della manifestazione si presenta come un momento di riflessione sul futuro della filiera tecnolapidea, chiamata oggi a confrontarsi con temi sempre più centrali per il mondo dell’architettura, dell’interior e della progettazione degli spazi: sostenibilità, innovazione tecnologica, ricerca sui materiali e trasformazione urbana.

Un momento della conferenza stampa alla cava di Prun

Nata nel 1940 a Sant’Ambrogio di Valpolicella come “Mostra del Marmo e delle Macchine”, la manifestazione ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione, trasformandosi in una piattaforma internazionale capace di mettere in relazione imprese, progettisti, ricerca e tecnologia. I numeri raccontano bene questa crescita: oltre 1.400 espositori provenienti da più di 54 Paesi e una community globale di circa 50.000operatori da 140 nazioni, dati che confermano Marmomac come il principale appuntamento mondiale dedicato alla pietra naturale e alle tecnologie per la lavorazione. Un posizionamento che negli anni ha permesso alla manifestazione di superare la sola dimensione fieristica, assumendo un ruolo sempre più culturale e progettuale.

Il nuovo spazio culturale del Padiglione 10 - THE BEDROCK – Leading the Future of Natural Stone

A segnare il cambio di prospettiva dell’edizione 2026 (presentata il 27 maggio alle cave di Prun, a Negrar, provincia di Verona) sarà soprattutto il nuovo spazio culturale del padiglione 10, ribattezzato THE BEDROCK – Leading the Future of Natural Stone. Un nome simbolico, che richiama la pietra come fondamento materiale e culturale, ma anche come elemento in grado di interpretare le grandi trasformazioni contemporanee. Il percorso curatoriale, sviluppato attraverso sguardi differenti, metterà al centro il rapporto tra materia, architettura e tecnologia, affidandosi anche a protagonisti della nuova scena progettuale internazionale come Joseph Grima e Davide Fabio Colaci, chiamati a dialogare con figure storiche del percorso di Marmomac quali Raffaello Galiotto e Giuseppe Fallacara. L’obiettivo è offrire una lettura trasversale della pietra naturale, non più soltanto come materiale costruttivo ma come medium progettuale capace di dialogare con sostenibilità, manifattura avanzata e innovazione formale.

Marmomac, Carisma meterico rendering, Raffaello Galiotto

La riflessione si estenderà anche oltre i padiglioni fieristici grazie a Marmomac & The City, il programma diffuso realizzato in collaborazione con White Carrara che porterà nel centro storico di Verona una serie di installazioni urbane firmate da designer e progettisti internazionali come Ross Lovegrove, Antonio Aricò e Claudio Nardi. In parallelo, il salone continuerà a valorizzare ricerca e innovazione con il Best Communicator Award, dedicato alle realtà capaci di interpretare in modo evoluto il linguaggio della pietra, e con il nuovo Premio Internazionale “Eccellenze Sostenibili”, sviluppato insieme all’Università di Verona per riconoscere soluzioni avanzate in termini di efficienza produttiva, riduzione dei consumi e uso responsabile delle risorse.

Accanto alla dimensione espositiva e culturale, resta centrale anche il tema della formazione. Attiva dal 1998, Marmomac Academy continuerà a rappresentare uno spazio internazionale di aggiornamento professionale attraverso talk, case study e incontri dedicati alle tecniche di lavorazione, al design e all’innovazione applicata al progetto litico. Ad aprire simbolicamente questa edizione anniversario sarà la lectio di Carlo Ratti, architetto e curatore tra le voci più autorevoli del dibattito internazionale sul rapporto tra tecnologia, città e architettura. Una scelta che sintetizza bene la direzione intrapresa da Marmomac: celebrare il proprio passato senza nostalgia, guardando alla pietra naturale come materiale capace di interpretare le transizioni del presente e del futuro del costruire.