La filiera del legno-arredo rallenta sui mercati internazionali ma continua a mostrare segnali di tenuta, soprattutto in Europa. È il quadro emerso dall’Assemblea annuale di FederlegnoArredo, ospitata all’ADI Design Museum di Milano, dove il settore ha fatto il punto su un inizio di 2026 segnato da forti turbolenze globali, aumento dei costi e crescente pressione competitiva della Cina. Secondo le elaborazioni del Centro Studi FederlegnoArredo, nei primi due mesi del 2026 le esportazioni della filiera si sono attestate a 2,76 miliardi di euro, registrando un calo del 6,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Una flessione che coinvolge gran parte dei principali mercati di riferimento del Made in Italy.

“I primi mesi dell’anno confermano una situazione di forte difficoltà sui mercati internazionali, mentre sul mercato interno arrivano segnali di stabilità, seppur sintesi di andamenti diversificati”, ha spiegato il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin. Restano in testa tra i partner commerciali Francia e Germania, rispettivamente con 469,6 milioni di euro (-6,2%) e 311,2 milioni (-8,9%), ma rallentano anche gli Stati Uniti, terzo mercato di destinazione, che segnano una flessione del 16,9%. Il calo riguarda inoltre Regno Unito (-4,4%) e Spagna (-5,3%), mentre risultano più stabili Svizzera (-0,5%) e Belgio (-0,6%). Tra i pochi segnali positivi emergono invece i Paesi Bassi (+0,3%) e gli Emirati Arabi Uniti (+1,9%).

Il quadro cambia parzialmente nel mese di marzo, quando l’Europa mostra segnali di recupero mentre il resto del mondo continua a rallentare. L’export della filiera raggiunge 1,19 miliardi di euro, in diminuzione del 4,2%, ma con dinamiche molto diverse tra aree geografiche. I mercati europei evidenziano infatti una crescita del 2,8%, sostenuta soprattutto dalle performance di Francia (+3,2%), Spagna (+4,9%), Austria (+20,1%) e Paesi Bassi (+12,9%). Più difficile invece lo scenario extraeuropeo, dove si registra un calo complessivo del 17,4%. Pesano in particolare gli Stati Uniti (-17,6%), primo mercato extra UE, e il forte ridimensionamento dell’area OPEC (-64,3%), influenzata dagli effetti della guerra in corso.

In questo scenario, secondo Feltrin, la Cina rappresenta una sfida sempre più rilevante per gli equilibri del settore. Nel primo trimestre del 2026 l’Italia ha esportato verso Pechino mobili e prodotti in legno per 70,2 milioni di euro, a fronte di importazioni pari a 266,2 milioni: quasi quattro volte superiori. Uno squilibrio particolarmente evidente nel comparto del mobile, dove l’import cinese, pari a 217,5 milioni di euro, supera nettamente l’export italiano, fermo a 54,4 milioni. Un dato che, secondo FederlegnoArredo, testimonia la crescente pressione competitiva esercitata dai produttori asiatici sul mercato interno.

Il fenomeno, tuttavia, non riguarda soltanto l’Italia. Nei primi due mesi del 2026 l’Unione Europea ha importato dalla Cina oltre 5 miliardi di euro di prodotti della filiera legno-arredo. Germania, Paesi Bassi e Francia si confermano i principali mercati di destinazione, mentre l’Italia si colloca al sesto posto con 356 milioni di importazioni, nonostante un calo del 10,9%. “Diventa fondamentale difendere il mercato europeo e garantire condizioni di concorrenza realmente eque”, ha sottolineato Feltrin. A preoccupare ulteriormente il settore è anche il nuovo aumento del prezzo della materia prima legnosa, destinato a riflettersi nei prossimi mesi sui costi energetici, sulla produzione e sui prezzi finali. Un ulteriore elemento di pressione per le imprese, chiamate a difendere competitività e capacità di investimento in uno scenario internazionale sempre più complesso.



