Jannelli&Volpi celebra 65 anni

Jannelli&Volpi festeggia un anniversario che racconta oltre sei decenni di evoluzione nel mondo del wallcovering, continuando a rafforzare la propria presenza globale

Fondata il 13 maggio 1961 da Oreste Jannelli, Jannelli&Volpi celebra nel 2026 i suoi primi 65 anni di attività, confermandosi una delle realtà italiane più riconosciute a livello internazionale nel settore delle carte da parati e dei rivestimenti murali. Un traguardo che non rappresenta soltanto un anniversario aziendale, ma il racconto di una lunga evoluzione che ha accompagnato i cambiamenti dell’interior design contemporaneo, trasformando il wallcovering da elemento decorativo a vero linguaggio progettuale. Oggi l’azienda è guidata dalla seconda generazione della famiglia, con Mauro Jannelli nel ruolo di CEO, affiancato da Lidia Jannelli (CFO) e Paola Alba Jannelli, responsabile del CreativeLab e della comunicazione. In oltre sei decenni JV ha costruito la propria identità attraverso un equilibrio tra cultura manifatturiera, ricerca estetica e innovazione, mantenendo sempre centrale il valore del Made in Italy.

Le origini dell’azienda coincidono con un periodo di grande trasformazione del design italiano. Negli anni Settanta Jannelli&Volpi inaugura il proprio showroom di via Melzo a Milano, destinato a diventare uno spazio di riferimento per architetti e professionisti del progetto, mentre nel 1972 nasce Sirpi, la fabbrica dedicata alla produzione di rivestimenti murali e carte da parati a Peschiera Borromeo, con uno showroom con una esposizione di 500 mq riservata al pubblico. È il momento in cui l’azienda consolida la propria struttura industriale e avvia un percorso di crescita che la porterà progressivamente sui mercati internazionali. Negli anni Novanta JV investe nel rinnovamento produttivo e nell’innovazione tecnologica, mantenendo però una forte attenzione alla qualità e alla ricerca stilistica. Parallelamente cresce il dialogo con il mondo del design e delle collaborazioni creative, uno degli aspetti che maggiormente caratterizzeranno l’evoluzione del brand nei decenni successivi. A partire dagli anni Duemila l’azienda intensifica infatti le partnership con designer, architetti e marchi internazionali, costruendo un sistema di collezioni sempre più articolato e riconoscibile.

La fabbrica Jannelli&Volpi - photo Lorenzo Scaccini

Tra le tappe più significative del percorso recente c’è l’apertura nel 2007 di JVstore, concept store milanese in Via Melzo 7 dedicato al design e alla decorazione d’interni, seguito dalle collaborazioni con brand iconici come Marimekko, avviata nel 2009, Armani/Casa nel 2014 e Missoni nel 2017. Partnership che hanno contribuito a rafforzare il posizionamento internazionale dell’azienda e la sua capacità di dialogare con mondi creativi differenti. Il 2014 rappresenta un altro passaggio importante con l’inaugurazione della nuova sede di Tribiano, alle porte di Milano, che riunisce uffici, funzioni creative e produzione in un unico headquarter di oltre 23 mila metri quadrati. Negli anni successivi JV amplia ulteriormente la propria presenza nel settore contract e custom made, anche attraverso il brand CO.DE Contemporary Design Wallcoverings e collaborazioni con progettisti come Patricia Urquiola, Matteo Ragni e Paola Navone.

Accanto alla crescita creativa e internazionale, l’azienda ha sviluppato negli anni una forte attenzione alla sostenibilità ambientale, investendo in processi produttivi a basso impatto, recupero degli scarti e sistemi di economia circolare. Un approccio che oggi rappresenta uno dei pilastri della strategia industriale di JV insieme all’innovazione e alla ricerca estetica. Il 2026 segna infine un nuovo capitolo nella storia del gruppo con l’apertura di JVstudio | Paris durante Paris Déco Off. Il nuovo spazio parigino nasce come hub creativo e luogo d’incontro dedicato ad architetti, interior designer e professionisti internazionali, rafforzando ulteriormente la presenza del brand nel panorama globale del design. A 65 anni dalla fondazione, Jannelli&Volpi continua così a interpretare il wallcovering come strumento di progetto e narrazione contemporanea, mantenendo saldo il legame con la propria identità italiana ma con uno sguardo sempre più internazionale.