Scenografie di architettura e design

Fuorisalone 2026: quando l'architettura storica e il design diventano scenografie ed esperienze immersive

Anche questa edizione della Milano Design Week (20-26 aprile) ha saputo compiere una "magia" trasformando il capoluogo lombardo in un palcoscenico globale, dove il design contemporaneo e monumenti storici hanno "dialogato" attraverso suggestive e scenografiche installazioni. In particolare, quest'anno il Fuorisalone ha puntato sul concetto di "experience", portando le più nuove collezioni di design firmato all'interno di cortili barocchi, palazzi ottocenteschi e prestigiosi edifici del '900, abbattendo così il confine tra rigore architettonico e libertà creativa. In questa rassegna, ecco (solamente) qualcuna delle più affascinanti realizzazioni che abbiamo visto in città.

Tra barocco e innovazione

Partiamo con i Chiostri di Santa Maria alla Fontana (FOTO IN APERTURA) al centro di Isola District, complesso rinascimentale tra più affascinanti e meno conosciuti di Milano, che è stato aperto al pubblico in occasione del Fuorisalone e reinterpretato come spazio contemporaneo di incontro, ascolto e sperimentazione da Wideyes - Beyond Creative Movement, format che unisce design, musica e ricerca. Cuore dell'installazione, i chiostri e la semiluna esterna con l'ampia zona relax allestita con gli arredi outdoor firmati Kartell, ideali per la sosta e la contemplazione. A Palazzo Serbelloni (in corso Venezia 16) si è fatta notare l'istallazione relativa alla mostra "Louis Vuitton, Objets Nomades", protagonista della magnifica corte interna.

Louis Vuitton, Palazzo Serbellonii: l'installazione nel cortile centrale - Foto courtesy Louis Vuitton

Con la mostra, sviluppata negli spazi interni del Palazzo, il brand Louis Vuitton ha reso omaggio a Pierre Legrain, celebrando il patrimonio del design, l'artigianato e la creazione contemporanea. A partire dai mobili originali ideati da Pierre Legrain, è stata quindi realizzata la collezione Objets Nomades, che propone le riedizioni dei diversi arredi creati dall'artista Art Déco.

Altrettanto d'impatto l'opera "Metamorphosis in Motion" dell'architetto Lina Ghotmeh sviluppata all'interno del Cortile d'Onore di Palazzo Litta (in Corso Magenta, 24), capolavoro del tardo barocco milanese.

Palazzo Litta - installazione "Metamorphosis in Motion"

La colorata e dinamica installazione a Palazzo Litta ha prodotto un contrasto potente tra le linee antiche e le nuove visioni contemporanee, trasformando il Cortile in un percorso labirintico concepito come dispositivo architettonico, che ha consentito allo spazio di restare intatto pur essendo reinterpretato attraverso il movimento e la luce naturale. Dentro il Palazzo, la mostra "MoscaPartners Variations" firmata da MoscaPartners.

Coinvolgente e affascinate anche l’installazione di Poliform a Palazzo Clerici (in via Clerici). Nel cortile del Palazzo, Poliform ha presento "Multitude", installazione multisensoriale ispirata ai giardini nascosti della città firmata da studioutte, che ha ricreato un’astrazione di foresta urbana capace di evocare una sofisticata idea di esotismo, un orientalismo rarefatto e minimale. La serie di pali in alluminio alti cinque metri, disposti in sequenza ordinata e ritmica, era concepita per ricordare una foresta di bambù, dentro la quale si intravedevano, come presenze silenziose, gli arredi della nuova collezione outdoor di Poliform. Nei magnifici spazi interni, con una sala affrescata dal Tiepolo, si snodava la collezione indoor del brand, che ha presentato anche una nuova cucina.

Design contemporaneo e modernismo

Nella geografia della Milano Design Week non si possono non citare le location scelte dal brand Alcova, che ha scelto di "abitare il contrasto" con due spazi diversi. Il primo è stato l'Ospedale Militare di Baggio, area verde monumentale nel quartiere Primaticcio che ha riaperto alla città e ha accolto il design della creatività contemporanea. L'altro è stato un vero colpo di scena per gli amanti del design, un luogo a dir poco iconico: Villa Pestarini progettata nel 1938 dal maestro e architetto Franco Albini. La leggendaria residenza privata nonché capolavoro di Albini, e mai aperta prima, si è trasformata in una location espositiva d'eccezione giocando tra la purezza dell'architettura moderna e le visioni di design del futuro.

Magnifiche e di forte impatto le installazioni create da Brokis e da USM, che hanno giocato sul rapporto tra architettura e volumi brillanti. Nella cornice di piazza San Babila, risplendeva il grande chandelier urbano in vetro riciclato della installazione di Lee Broom realizzata con Brokis, che ha posto in dialogo design, architettura e spazio pubblico. Infine, presso la Fondazione Luigi Rovati, in Corso Venezia 22 - nel prestigioso edificio di fine '800 - il cortile interno ha accolto l'installazione "Renaissance of the Real", realizzata da USM in collaborazione con lo studio Snøhetta e l'artista Annabelle Schneider.