Anche se la casa è diventata sempre più un ecosistema dinamico, con una fluidità in crescita rispetto a luoghi e funzioni, la cucina riesce ancora a ritagliarsi un ruolo da protagonista e per questo è messa “sotto pressione”, perché i consumatori non si accontentano, anzi. La vogliono iper funzionale rispetto allo sfruttamento degli spazi e capace di trasformismi. Queste alcune delle tendenze emerse dalla nuova ricerca globale Ikea che, con oltre 31.000 partecipanti in 31 mercati, offre uno sguardo ampio e attuale su come oggi viviamo la cucina e la tavola, non solo attraverso ciò che mangiamo, ma anche analizzando i luoghi in cui consumiamo i pasti, i tempi della giornata in cui lo facciamo e con chi scegliamo di condividerli.
Sfruttare al meglio gli spazi è un must
Partiamo dai desiderata: è interessante notare come a livello globale solo il 29% delle persone esprima generale soddisfazione per la propria cucina. Le principali frustrazioni riguardano la mancanza di soluzioni per organizzare gli oggetti (25%) e di superfici d’appoggio (25%) e sono difficoltà comuni a tutte le fasce d’età, anche se sono soprattutto i più giovani a risentirne. Il 56% della Gen Z afferma infatti di non avere una cucina in linea con il proprio stile di vita e con il modo in cui effettivamente cucina. Molti spazi non riescono a rispondere all’esigenza di essere multifunzionali, capaci di accogliere non solo la preparazione e il consumo dei pasti, ma anche momenti di relazione, lavoro e pausa. La linea di confine tra zona pranzo, soggiorno e spazio di lavoro si fa sempre più sottile. “Il modo in cui viviamo le nostre cucine sta cambiando - afferma Nanette Weisdal, Range Manager per l’area Cucina ed elettrodomestici presso Inter Ikea Group -. Questi spazi non vengono più usati esclusivamente per cucinare, ma anche per riunirsi, stare insieme e creare ricordi. Sappiamo che ogni centimetro conta, per questo ci siamo concentrati su soluzioni che consentano di sfruttare al meglio lo spazio disponibile, senza rinunciare a un’atmosfera accogliente e a un ambiente ricco di personalità”.

Il cibo? Non necessariamente a tavola
Dalla ricerca Ikea emerge quindi una maggiore flessibilità nella scelta degli spazi in cui mangiare: circa il 25% afferma di non avere un posto dedicato ai pasti. In alcuni Paesi, come il Regno Unito, la probabilità di non possedere un tavolo da pranzo è quasi tre volte superiore rispetto alla media globale; negli Stati Uniti e in Ungheria cresce la tendenza a consumare i pasti a letto. Anche l’ora in cui si consuma la cena e la sua durata cambiano, pur rimanendo il pasto più condiviso della giornata. In media, nel mondo, si cena alle 18:44, ma con forti differenze culturali che variano da Paese a Paese: in Spagna l’orario è posticipato mediamente alle 20:54, mentre in Finlandia si mangia già alle 17:17. Per la maggior parte delle persone, la cena dura meno di 30 minuti. Parallelamente, la presenza degli schermi durante i pasti è diventata una costante. Il 77% degli intervistati dichiara di non porsi limiti nell’uso dei dispositivi elettronici mentre mangia: il 54% guarda la TV quando il pasto non è condiviso e il 40% lo fa anche quando mangia in compagnia.

La cena cambia anche in Italia
In Italia la cucina resta uno spazio centrale per il consumo dei pasti, ma non è più l’unico: secondo la ricerca, una persona su tre dichiara di mangiare abitualmente in più di un luogo della casa, alternando soggiorno (la prima scelta per più del 40%), la cucina e altri ambienti a seconda delle esigenze. Anche il tempo dedicato alla cena durante la settimana tende a ridursi. Per una quota significativa di persone, il pasto serale dura meno di 30 minuti, mentre solo una minoranza supera i 45. Più della metà degli italiani guarda la tv mentre mangia e l’uso di smartphone e altri dispositivi digitali è diffuso anche quando il pasto è condiviso. L’apparente contraddizione tra l’aumento di cene in solitudine e la voglia di voler mangiare più spesso insieme alle persone con cui si vive denota difficoltà sono soprattutto organizzative (orari non allineati, impegni di lavoro o studio) in particolare tra Gen Z e Millennials. “Nel complesso - conclude Lorena Lourido Gomez, Global Food Manager presso Ikea Retail (Gruppo Ingka) - questi dati evidenziano come la vita moderna stia trasformando uno dei rituali più radicati delle nostre vite e riflettono una crescente preoccupazione per la solitudine e le distrazioni digitali, nonostante il 60% degli intervistati affermi di considerare importanti i momenti di connessione vissuti a tavola. È evidente che il cibo resti uno dei linguaggi d’amore più potenti nelle diverse culture”.



