Didonè Comacchio Architects, sperimentazioni materiche

Il potenziale dato dal contesto è l’incipit progettuale per Didonè Comacchio Architects. Poi, l’ascolto delle esigenze della committenza e lo studio di elementi essenziali rendono unica ogni realizzazione

Una filosofia progettuale articolata, eclettica e versatile quella di Paolo Didonè e Devvy Comacchio, titolari dell’omonimo studio di progettazione. Traendo ispirazione dal luogo e fondandosi sulle esigenze dei committenti, realizzano progetti flessibili nello spazio, ma anche nel tempo, grazie all’accurata scelta delle soluzioni costruttive e dei materiali. Gli ambienti vengono così plasmati da poche partizioni, spesso reversibili, e definiti da materiali sostenibili, che si sposano con la poetica della leggerezza, per lasciare filtrare la luce naturale, per poter essere spostati e ricalibrati in altri dove.

Appare evidente nei vostri progetti un’attenzione particolare all’ambiente. Come si traduce questa consapevolezza nella definizione del progetto e nella scelta di materiali e finiture?

I nostri interventi traggono sempre ispirazione dal luogo in cui verranno inseriti, e su di esso si calibrano: l’orientamento del volume in caso di una nuova costruzione, la creazione di spazi filtro fra l’interno e l’esterno, la giustapposizione di schermature più o meno permeabili dove necessario. Queste scelte sono poi sempre in equilibrio con quelle relative ai materiali. La nostra filosofia progettuale potrebbe riassumersi con il concetto fondamentale di The Fountainhead (La fonte meravigliosa, 1943) di Ayn Rand, un romanzo che esplora in profondità l’individualismo creativo attraverso la figura dell’architetto Howard Roark: scopo + luogo + materiale = forma.

La “forma” cioè, il risultato ultimo, la versione finale realizzata, non può imporsi dall’esterno ma è il risultato delle esigenze dei committenti, del contesto fisico in cui sarà inserita e dei materiali con cui verrà plasmata. Al variare di uno di questi fattori, gli altri necessariamente si adeguano mutando l’intero progetto.

Nuove dinamiche distributive inclini a una maggiore versatilità stanno emergendo negli ambienti residenziali. Come si traduce questa tendenza nella distribuzione degli spazi?

La progettazione degli ambienti deve essere pensata non solo in base alla flessibilità spaziale, ma anche a quella temporale, cercando di anticipare e intercettare le esigenze future dei proprietari. Per questo motivo crediamo sia opportuno ridurre al minimo la partizione degli spazi e, dove fosse necessaria una divisione, è meglio utilizzare soluzioni facilmente reversibili. Vetri, materiali leggeri come il legno, costruzioni a secco, servono tutti egregiamente a questo scopo. Inoltre, operare secondo questa logica favorisce sempre una successione armoniosa degli ambienti.

Una zona giorno fluida presuppone una cucina aperta sul soggiorno o constatate anche la necessità di avere un ambiente chiuso?

L’apertura o la chiusura della cucina è una decisione molto soggettiva da parte del cliente. Nei nostri progetti sono presenti entrambe le soluzioni, ma in caso di una stanza dedicata, questa ha sempre un livello di connessione molto alto con la zona giorno.

Ci sono materiali, finiture, colori che prediligete?

La selezione dei materiali è guidata dalla loro durabilità nel tempo e da un’attenzione particolare alla sostenibilità: infatti, se si inserisse un piano cucina che dopo pochi anni dovesse essere sostituito perché rovinato, si andrebbe a impattare due volte sull’ambiente.

La stessa filosofia vale per gli elettrodomestici: spesso incassati perché parti del disegno, sono tutti top di gamma nel campo del risparmio energetico. Poi, ogni progetto ha propri equilibri e parametri da rispettare; ogni realizzazione rappresenta una soluzione unica, sempre diversa, ma tutte assorbono l’esperienza maturata nei progetti precedenti.

Riguardo alla committenza e al vostro rapporto con lei, quanto i clienti sono coinvolti nella definizione degli spazi?

Cerchiamo sempre di coinvolgere il cliente nella comprensione e nella lettura del progetto, in modo da fornirgli gli strumenti necessari per instaurare un confronto costruttivo.