Gaggenau, l’empatia diventa arte

Nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, Gaggenau e Cramum presentano la personale “Punti di contatto” di Betty Salluce

Le opere fotografiche di Betty Salluce dialogano con le nuove interfacce utente dei forni Gaggenau Expressive e Minimalistic per raccontare la riscoperta dell’altro e dell’empatia attraverso l’arte, il design e un nuovo senso dell’abitare e del vivere insieme. La mostra “Punti di contatto – restiamo in ascolto”, in programma dal 27 gennaio a tutto il 2026 presso lo showroom Gaggenau DesignElementi Hub di Corso Magenta 2, omaggia così lo spirito olimpico aprendo un campo sensibile: il contatto diventa linguaggio. La personale, curata da Sabino Maria Frassà di Cramum, si inserisce nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici e valorizzerà il dialogo tra arte, cultura e sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026.

“Com’è essere un pipistrello?” (What is it like to be a bat?). La domanda con cui Thomas Nagel, nel 1974, rivela l’irriducibile inaccessibilità dell’esperienza altrui è il varco concettuale da cui prende avvio questa mostra. “Betty Salluce e Gaggenau – spiega Frassà - mostrano che l’empatia non è solo la chiave del futuro: è un fare reale e concreto, restare in ascolto per diventare qualcosa di più. L’empatia non è sforzo unidirezionale, ma pratica generativa: apre immagini nuove e realtà più dense di significato”. Per la prima volta l’artista cuce parti del corpo al paesaggio: il ricamo interpreta la morfologia, lavorando su collage da lei stessa realizzati. Ventagli, dorsali, costolature diventano cartografie tattili in cui corpo e paesaggio si innestano. La stampa su ecopelle è metonimia dell’epidermide; la grana assorbe il grigio e rende l’immagine mimetica ed essenziale.

La fotografia cucita diventa un rito laico: tiene insieme ciò che il tempo e la paura tendono a separare. “Il risultato è un ‘tutto’ in cui corpo, materia e paesaggio sono strutture equivalenti: il corpo è l’involucro di noi stessi; la terra lo è del suo nucleo; l’universo, in fondo, di tutti noi” osserva Betty Salluce. “In risonanza con la ricerca artistica di Salluce Gaggenau propone un’inedita e pionieristica interfaccia utente che pratica la prossimità – commenta Mistral Accorsi, Brand Manager Gaggenau –, un sensore che accoglie la presenza più che richiederla e un ‘sole nascente’ che orienta a distanza il gesto del cucinare. Non spettacolo, ma misura, eleganza e senso profondo di un vivere finalmente più ricco nella sua essenzialità”.

Per tutto l’anno, le opere animeranno lo showroom, trasformandolo in un viaggio-atelier dove arte e design interrogano il senso dell’empatia. L’ingresso è solo su appuntamento, previo contatto e-mail o telefonico (lun/ven 10-18:30).

Mail: gaggenau@designelementi.it
T. +39 02 29015250 (interno 2)