Intervista all’architetto Massimo Iosa Ghini: Kelly di Snaidero, cucina ricca e neo-chic

Massimo Iosa Ghini_ph. Massimo ListriÈ probabilmente il precursore dello stile “classico contemporaneo”, ovvero di quella progettazione che reintepreta elementi che appartengono alla tradizione dell’arredo con una funzionalità e un’estetica di raffinata modernità. L’architetto Massimo Iosa Ghini ha all’attivo una collaudata collaborazione con Snaidero, che nella scorsa edizione di Eurocucina aveva generato la cucina Frame (dalla originale vocazione industrial), e che quest’anno ha visto il debutto di Kelly. Una cucina che parla un linguaggio di classe internazionale.
Con Kelly di Snaidero la cucina visita l’immaginario del lusso con stilemi ripresi o evocati, come la cornice dell’anta evidenziata gli angolari in fusione di metallo che rimandano alla preziosità di una lavorazione artigianale. Un neo-chic che cita e riattualizza anche in chiave funzionale alcuni elementi iconici dell’arredo cucina: le laccature lucide e opache, i pensili vetro con Inglesina (ma con ripiani interni attrezzati con una suggestiva soluzione di illuminazione), il mobile con cristalliera e ripiani in vetro retroilluminati, la grande cappa (in bronzo o acciaio inox).
All’architetto Iosa Ghini abbiamo rivolto alcune domande per capire meglio la direzione del suo percorso progettuale nel mondo della cucina.

Kelli, design Massimo Iosa Ghini

Kelli, design Massimo Iosa Ghini

Qual è il concept da cui è partito per la progettazione di Kelly per Snaidero? 
Kelly fa parte di un sistema di tre modelli di cucine. Ho iniziato a progettare tre anni fa partendo da un progetto di cucina con telaio metallico, leggero, che abbiamo chiamato Frame, dove l’idea base è una cucina piena di vuoti con meno materiale. A Frame abbiamo dato un aspetto industriale. Con lo stesso sistema di box e ante abbiamo poi creato Heritage, più tradizionale, che ha come caratteristica l’utilizzo del legno vivo con un olmo a poro aperto. Kelly è nata subito dopo: partendo dalla stessa base abbiamo creato un modello ricco, modificando l’anta con inserti metallici nelle varie declinazioni, ottone, gold e nero lucido, accoppiata al lapideo prezioso. Kelly ed Heritage sono proposte con anta a Inglesina e in composizione a mobile aperto che permette la creazione di composizioni a trumeau e a credenza.

Distintivi i pensili vetro con Inglesina, il mobile con cristalliera e i ripiani in vetro retroilluminati

Distintivi i pensili vetro con Inglesina, il mobile con cristalliera e i ripiani in vetro retroilluminati

Lei è un precursore del cosiddetto Classico Contemporaneo: che fase rappresenta questo progetto (in cui si ritrovano sia elementi della tradizione sia dettagli contemporanei) nella evoluzione della sua idea di design per la cucina?  
Come ho già descritto, si tratta di un sistema e non di una creazione singola. Si vuole produrre con sistemi il più possibile semplificati, le varianti funzionali e di gusto per una casa che non vive l’inibizione dell’accostamento classico moderno. La mia cultura nasce nel postmoderno, in una visione del futuro che comprende anche il passato. L’idea di iperstile superiore, quale è stato il minimale, non mi ha mai convinto. Io sono per l’armonia attenta con una cucina ricca, presa da elementi e culture diverse e fuse insieme. Più per una sapiente fusione che sa prendere lo stile secco e industriale e miscelarlo a un ambiente neoclassico, che per un monostile paradigmatico.

Qual è il suo concetto di innovazione rapportato all’ambiente cucina? Su quali elementi, a suo parere, è ancora possibile proporre qualcosa di nuovo in questo settore? 
Ottimizzazione dei materiali e delle risorse nel progetto; semplificazione; variazione della proposta pensando a spazi sempre più piccoli; sostenibilità ed ecologicità dei componenti; taylorizzazione, ovvero sempre più su misura, anche sui progetti piccoli e qui la cucina come sistema contiene già questo dna; e illuminazione. In particolare, sul piano stilistico formale lavorerò su una miscelazione tra lo stile shabby e lo stile industriale.

La cornice dell’anta di Kelly evidenziata dagli angolari in fusione di metallo dalla lavorazione artigianale

La cornice dell’anta di Kelly evidenziata dagli angolari in fusione di metallo dalla lavorazione artigianale

 

*In copertina l’architetto Massimo Iosa Ghini, photo by Massimo Listri

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