Toncelli Progetto 50

“Esci dagli schemi” è il claim che condensa tutta la filosofia di Progetto 50, concept inedito di un grandioso lavoro iniziato oltre due anni fa e maturato soprattutto attraverso la ricerca: di tecniche artigianali riportate alla luce, di maestranze specializzate, di “scavi” nella cultura italiana del Rinascimento e in particolare di quella Toscana, di tecnologie nuove e, ancor prima, maturate durante in mezzo secolo di specializzazione nella produzione industriale e artigianale del mobile da cucina. Ideatore di Progetto 50 è Stefano Stefanelli responsabile del segmento Italia del marchio. “In un panorama d’offerta di settore piuttosto omologato ed indifferenziato occorreva qualcosa di veramente prezioso e che solo noi potessimo realizzare”, afferma Stefano Stefanelli. “Per il mobile cantina e il mobile cocktail – che abbiamo chiamato ‘speciali’ – abbiamo quindi applicato le conoscenze tecnologiche di oggi al concetto di mobile tipico del XVIII secolo, ottenendo un risultato sorprendente, fuori dagli schemi”.


Materiali unici e lavorazioni artistiche, quindi, per un sistema d’arredo cucina-living dalle volumetrie imponenti, dove il grande blocco isola di lavoro si confronta con le armadiature ed entrambi si vestono di materiali inediti: il cuoio cucito a mano, il cemento ad alta tecnologia, il legno di noce “solcato”, ovvero tagliato a mano, e marmo Colorado White. Le superfici più consuete come la laccatura opaca si alternano pertanto a quelle in marmo, in cemento o in legno solcato, tutte disponibili sia per rivestire i frontali sia i top. Il cuoio è invece previsto solo per le ante di basi e colonne e per alcuni dettagli: le rifiniture degli elettrodomestici De Dietrich™ (disponibili anche con rifiniture in legno, per armonizzarsi perfettamente ai frontali in legno solcato) e gli interni dei “mobili d’arte” cantina e cocktail.


E sono proprio i mobili d’arte gli elementi esclusivi di Progetto 50: si tratta di elementi indipendenti (135×210 cm) o inseribili tra le colonne e rappresentano opere di alta ebanisteria. Le ante sono infatti realizzate con la tecnica dell’intarsio prospettico matematico, lavorazione manuale di altissimo livello. Ma il carattere prezioso è anche dentro i mobili, costruiti con minuzia e dotati di scomparti in legno e in cuoio disegnati per ogni singolo oggetto, bicchiere, utensile. Per incrementare il valore intrinseco di questi autentici gioielli di ebanisteria, i mobili speciali contengono anche scomparti e cassetti segreti, che potranno svelarsi solo e soltanto al futuro proprietario dell’opera.



TECNOLOGIA
Sono diverse le tecnologie impiegate per la realizzazione di Progetto 50, che sia avvale sia della produzione industriale e della tradizione ebanistica propria, sia delle maestranze e delle scuole di alto artigianato che sono state coinvolte: i maestri dall’Istituto d’Arte A. Giovagnoli di Anghiari per gli intarsi in legno dei mobili speciali; i mastri sellai per le lavorazioni in cuoio; filologi del mobile come Attilio Grassi progettare gli arredi con i segreti; l’azienda Il Cantiere, per i pannelli frontali e i top in cemento.


Ecco, quindi, che le ante dei mobili speciali sono realizzate manualmente con una tecnica innovativa e tradizionale al contempo: “l’intarsio prospettico matematico, ovvero una sorta di mosaico ottenuto attraverso l’accostamento di circa duemilasettecento tasselli di legno diversi per ogni pannello”, spiega Lorenzo Toncelli. “Una lavorazione unica, che si origina nella Firenze del XIV secolo e che possiamo finalmente riproporre in chiave moderna grazie agli allievi della scuola di A. Anghiari, gli unici in Italia in grado di progettare e realizzare manufatti con una riproduzione di tipo filologico. Anche per i mobili rivestiti in cuoio, la tecnica di realizzazione è manuale: ante impunturate, maniglie rilegate, rifiniture agucchiate sono curate dall’arte e dal mestiere di mastri sellai che lavorano il cuoio’rigenerato’ – impermeabile e ultraresistente, composto da truciolato di vero cuoio al  90% e dal 10% di leganti naturali,  colorato attraverso l’utilizzo di pigmenti naturali”.
Appannaggio del Filologo Attilio Grassi, sono invece i cosiddetti segreti dei mobili speciali, ovvero particolari meccanismi celati che, una volta scoperti, rivelano scomparti nascosti, ripiani, cassetti ed altre tipologie di contenitori, e che saranno conosciuti solo dal proprietario dell’arredo. Diversamente concepito, e realizzato secondo un’avanzata tecnica industriale, è il cemento, ulteriore materiale di finitura proposto per le ante e i top di Progetto 50, fornito dall’l’azienda partner di Toncelli, Il Cantiere di Pordenone. Si tratta di una particolare miscela, di una vera “mousse” di cemento ottenuta dalla ricerca più recente di Lafarge, azienda leader mondiale per questo materiale. Il cemento de Il cantiere possiede infatti caratteristiche eccezionali, a cominciare dalla eccellente resistenza agli shock, alle abrasioni, alla compressione e alla flessione; la scarsa porosità  gli conferisce inoltre qualità come l’elevata impermeabilità ad acqua e acidi. Infine, ma non ultima, è da citare la particolare finitura del legno di noce solcato, ovvero segato a mano, una materia preziosa che Toncelli eredita dalla tradizione toscana e sceglie per definire le ante e le zone di lavoro dei top. La bellezza del legno così trattato è la sua superficie volutamente grezza e il suo aspetto ruvido che dona movimento alle linee essenziali di questo progetto esclusivo, dove si incontrano tradizione e innovazione, design e arte.



AZIENDA
Presentando ad Eurocucina il nuovo Progetto 50, sistema d’arredo così denominato in omaggio al proprio anniversario di fondazione, Toncelli celebra i suo cinquant’anni di attività,.
Risale infatti al 1960 – a Peccioli, in provincia di Pisa, la nascita di Toncelli, quando Fernando Toncelli decide di aprire, assieme ai suoi fratelli, un laboratorio di produzione artigianale di cucine che in breve tempo assume le proporzioni di azienda a carattere industriale. La rete vendita Toncelli inizia pertanto ad estendesi in tutta Italia con filiali di magazzini in Calabria, a Ciampino (Roma), Cagliari e Napoli, e servizi diretti verso il Nord. Negli anni 70 si trasferisce nell’attuale sede (11.000 mq coperti e 30.000 mq esterni); mette in produzione le prime cucine con top continuo sulle basi e dà il via alla strategia di vendita “su progetto”, incrementando l’efficienza degli uffici commerciali.


Il primo grande sistema d’arredo Toncelli nasce nel 1983 e si chiama Kaleidos, un vero caleidoscopio di materiali e colori che comprende oltre 106 diverse tipologie di finiture e che inaugura il concept produttivo di cucina “sartoriale” proprio in virtù della grande flessibilità di progetto. In Azienda, intanto, fanno il loro ingresso Lorenzo (management e amministrazione) e Federica (architetto), figli di Fernando.
Nel ’90 nasce Credenza, progetto sofisticato grazie al quale Toncelli si può rivolgere anche ad un target più elevato “consacrando” la filosofia di cucina “tailor made”, creata su progetto con componenti tecniche d’avanguardia e maestria artigianale. Così, il XX° secolo si chiude decretando Toncelli come uno dei più apprezzati brand del Paese, che inizia ad affermarsi anche all’estero. Nel 2000, l’accordo siglato da Lorenzo Toncelll con la ditta Nefs di Seul – tutt’oggi tra i migliori partner esteri di Toncelli, consente all’Azienda posizionarsi tra i migliori marchi in Estremo Oriente nel segmento luxury.


Dopo la presentazione del modello Nantìa, ad Eurocucina ’04, e di Essential, ad Euroucina ’06, Toncelli è si conferma come un marchio di primo piano nel panorama italiano e mondiale di settore, e celebra oggi, con un progetto tra memoria e tecnologia, uno tra i più stupefacenti omaggi alla cultura e alla tradizione artigianale italiana del mobile.




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