Intervista a Elisa Ossino

A volte, di fronte a soluzioni magari intriganti ma molto complesse anche dal punto di vista funzionale, viene da chiedersi se i designer cucinino mai una pastasciutta, almeno ogni tanto.
Per questo abbiamo chiesto a Elisa Ossino di raccontarci la sua cucina ideale, senza dimenticare le sue ricette preferite.


Che tipo di rapporto ha con la cucina, quanto tempo trascorre in questo ambiente e che tipo di mansioni vi svolge?
Elisa Ossino: Cucino tantissimo quando posso, anche se per motivi di lavoro non ho molto tempo, ma la cucina rimane il mio ambiente preferito in casa. Ho due bambini con i quali amo trascorrere del tempo soprattutto la domenica in cucina, perché loro adorano impastare e sperimentare con la pasta, il pane, la pizza.


Potrebbe descrivere le caratteristiche della sua cucina ideale?
EO: La cucina ideale, che corrisponde nelle caratteristiche essenziali a quelledi casa ideale, deve prevedere piani di lavoro ampi e abbondanti – lo spazio in cucina non è mai abbastanza – gli oggetti devono essere facilmente raggiungibili e la loro archiviazione deve essere efficiente. Per gli elettrodomestici – che non amo a vista – prevedo un contenimento e la loro elettrificazione all’interno dell’armadio dal quale estrarli, su un piano scorrevole, solo all’occorrenza. Per praticità, i fuochi vanno distanziati il più possibile tra loro, evitando l’urto tra più pentole usate contemporaneamente. Infine, amo in cucina i materiali naturali, essenze non trattate come il legno sbiancato usato nel restyling che ho curato per Meson’s, pietra, marmi ma anche il Corian, da adattare a seconda della tipologia di ambiente. In uno di questi progetti ho anche introdotto un muretto autoportante rivestito in piastrelle, una sorta di passavivande rivisitato che contiene il blocco cottura e funge da schermo rispetto alla zona pranzo.


Come è invece la cucina reale, nella sua abitazione?
EO: La cucina, disegnata da me, è un ambiente lineare nel quale il colore prevalente è il bianco: pavimento in resina, mosaico alle pareti e un grande armadio tutto bianco. Il piano è in travertino sbiancato nel quale è ricavato un grande lavello: i fuochi, collocati sotto la finestra, sono ribaltabili. Attraversata da una comodissima barra per appendere le pentole, la cucina è scaldata da numerosi oggetti e utensili in legno.


Quali sviluppi tecnologici auspica per gli elettrodomestici?
EO: Credo che la cosa fondamentale cui prestare attenzione sia il risparmio energetico e, come dicevo, mi sembra interessante lavorare sui fuochi contigui ben distanziati tra loro.


Quali sono le sue passioni culinarie?
EO: La mia cucina è un mix tra la macrobiotica e la cucina siciliana, quella della mia terra d’origine, rivisitata in chiave light, con un occhio all’Oriente. Anche nella cucina amo la personalizzazione: le mie passioni per la pasta fatta a mano, il pane e le pizze nascono dalla rivisitazione della cucina tradizionale.


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